Biblioteca centrale della Provincia Agostiniana d’Italia (Viterbo)

Biblioteca centrale della Provincia Agostiniana d’Italia - Ingresso

La Biblioteca ha origini antiche e risale alla metà del XIII secolo, quando nacque l’ordine agostiniano che fu ufficializzato nel 1256 da papa Alessandro IV.

Nelle Costituzioni dell’Ordine si legge: “Secondo le sagge raccomandazioni del S. P. Agostino (Possidio, Vita Augustini, 31, 6, 8) ogni Casa abbia una biblioteca che disponga di libri e sussidi recenti riguardanti le opere di S. Agostino e degli scrittori agostiniani […] Ogni provincia abbia una biblioteca fornita e completa, allo scopo di promuovere la ricerca e coltivare le arti”.

Fin dalle origini ad essa è stato collegato l’archivio, come afferma una delibera del capitolo della Provincia romana degli Agostiniani del 1290, che stabiliva che il cenobio viterbese conservasse tutte le lettere papali e tutti i documenti riguardanti l’Ordine.

Iniziale miniata, Corale, sec. XV

La biblioteca del Convento della SS. Trinità dell’ordine eremitano di S. Agostino è diventata  Biblioteca centrale degli Agostiniani italiani ed è stata organizzata in modo da rispecchiare nei suoi fondi antichi e moderni la sua complessa storia istituzionale. Infatti, gli eventi storici dell’età moderna, in particolare le soppressioni degli ordini religiosi dei secoli XVIII e XIX, hanno disperso grande parte del patrimonio librario e documentario degli Agostiniani di incalcolabile valore; il fondo librario presumibilmente confluito nella stessa biblioteca civica e in altre biblioteche pubbliche e private attende ancora di essere ricercato e indagato. Quanto sopravvisse alle soppressioni, alla riapertura del convento nel 1889, costituì il primo nucleo della nuova biblioteca.

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Si tratta di un fondo ricco di libri di teologia e filosofia, ma anche di collezioni di storia, letteratura e storia dell’arte e in parte anche di materie scientifiche, le discipline studiate nella prima fase del curriculum di studi umanistici previsto per le giovani leve agostiniane; anche il fondo manoscritti e incunaboli è ricco di circa qualche centinaio di pezzi. Tra i vari fondi si citano il “Fondo antico” (sec. XVI-XVIII), costituito da circa 10.000 volumi; il fondo di Storia del territorio di Viterbo e della Tuscia (circa 1000 volumi) e quello dei “Libri liturgici” (circa 500 volumi), costituito da molti volumi a stampa, ma anche da un cospicuo gruppo di corali manoscritti e miniati di grande pregio. Sono stati avviati progetti di catalogazione anche dei manoscritti di pregio (soprattutto i corali liturgici) aderendo a MANUS, banca dati per il censimento dei manoscritti in lingua latina a cura dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico.

L'attuale Biblioteca centrale è dunque costituita da un patrimonio di varia provenienza che comprende anche qualche migliaio di riviste e molte pubblicazioni moderne, per un totale di circa 60.000 volumi.

La Biblioteca centrale della Provincia Agostiniana d’Italia è stata dichiarata di eccezionale interesse nel 2020.

 






Bibliografia essenziale

Archivi e Biblioteche della Provincia Agostiniana d’Italia, a cura di E. Atzori-R. Ronzani, Centro Culturale Agostiniano, Roma 2010, p. 12.
https://bit.ly/3tlpycE
https://bit.ly/3xRhQdN