Dantedì: le celebrazioni dantesche nella storia

25/03/2021

Le celebrazioni della nascita e della morte di Dante, a partire da quella del 1865, hanno costituito eventi in cui la Nazione e il governo che la rappresentava hanno legato al nome del Poeta le istanze del momento storico in cui l’anniversario cadeva.

Nel 1865 il neo-istituito Regno d’Italia trovava in Dante il simbolo dell’Unità Nazionale e in Vittorio Emanuele II il Veltro invocato dal Poeta. L’Italia che usciva dalla guerra, nel 1921, celebrava nella morte di Dante i caduti e nelle sue declamazioni all’Italia l’irredentismo deluso. Nel 1965 la Repubblica Italiana era ormai consolidata e le celebrazioni, aperte dal Presidente della Repubblica in Campidoglio, si svolsero con il coordinamento del Comitato nazionale per le celebrazioni del VII centenario della nascita di Dante.
Il cuore delle celebrazioni fu nel 1865 Firenze che con la legge n. 2032 dell’11 dicembre 1864 diventava capitale d’Italia. Il sesto centenario della nascita del Poeta ben si sposava con la città che gli aveva dato i natali, pur comminandogli un esilio che non gli consentì più il ritorno. Firenze ospitò pertanto la prima grande festa nazionale del Regno d’Italia nel nome del Sommo Poeta.

Nel 1921 il sesto centenario della morte fu celebrato a Ravenna nel segno dell’irredentismo, avendo come ideatore Gabriele d’Annunzio. La sepoltura di Dante nel convento di San Francesco, che fece i frati custodi delle sue spoglie, e la coincidenza con il V centenario della morte di San Domenico favorì la partecipazione cattolica agli eventi, con Giornate francescano-dantesche e Giornate domenicano-dantesche e con le iniziative della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI) e della Gioventù Cattolica.

Nel 1965 le celebrazioni furono inaugurate a Roma ma le iniziative furono policentriche, distribuite in tutta la penisola.

Attorno alle manifestazioni e agli eventi celebrativi fiorì un’arte minore rappresentata da bozzetti, medaglie, francobolli, litografie e da una vasta produzione a stampa fatta di edizioni di opere del Poeta, di composizioni musicali, di atti di convegni, di cataloghi di mostre, di bollettini e di numeri unici, di discorsi. Venne promossa la pubblicazione di testi pedagogici per il popolo e per la gioventù.

Dantedì_Medaglia 1865

Nel 1865 la Commissione patrocinò la pubblicazione de “Il Giornale del centenario”, il cui primo numero uscì il 10 febbraio 1864, quindicinale che dava conto delle iniziative che si preparavano in tutta Italia, e un foglio “La Festa di Dante. Letture domenicali del popolo italiano” con il compito di far conoscere Dante e la sua opera alle classi sociali più basse. Nel Palazzo Pretorio fu allestita una mostra di codici, edizioni a stampa e opere d’arte, documentata nel catalogo edito da Le Monnier.

 

Dantedì_Francobolli 1921

Nel 1921 gli artisti ebbero voce nella produzione di manifesti, di ritratti del Poeta e di illustrazioni a corredo delle edizioni delle sue opere, interpretando i temi danteschi con il nuovo linguaggio figurativo. Una vasta produzione locale mostra come ogni città cercasse il legame che l’Alighieri, per le vicende biografiche o con riferimenti letterari nelle sue opere, aveva stabilito con essa. Amplissima fu la produzione pedagogica.

 

Dantedì_Bollettino cattolico

  Dantedì_Il Canzoniere  Dantedì_VII Centenario

  

Nel 1965 le celebrazioni, grazie all’istituzione del Comitato nazionale, investirono tutta la penisola con mostre e convegni di cui si ha testimonianza nella pubblicazione di cataloghi e atti.

Dantedì_Poste Italiane  Dantedì_Poste Vaticane 1 Dantedì_Ravenna 1965

Al contesto storico descritto sono legati la Società Dante Alighieri e la Casa di Dante, istituti culturali attivi a Roma, impegnati rispettivamente nella diffusione della lingua e della cultura italiana e nella promozione degli studi danteschi.

La Società Dante Alighieri nacque nel 1889 da un gruppo di intellettuali guidati da Giosuè Carducci su impulso dell’irredentista Giacomo Venezian. Le istanze della società sorgono e si contestualizzano nel particolare momento storico in cui all’identità italiana era associata l’aspirazione all’annessione delle terre irredente. Dante era il simbolo di un’identità culturale e linguistica in nome della quale la Società appoggiava l’intervento nella prima guerra mondiale.

Per le celebrazioni del 1921 la Società fu promotrice dell’emissione di francobolli. Nel 1965, con i suoi comitati ormai diffusi nella maggior parte delle città italiane, promosse iniziative e congressi in coordinamento con il Comitato nazionale delle celebrazioni dantesche, come il già citato concerto al Teatro alla Scala.
Società Dante Alighieri, SIUSA
https://bit.ly/39cE0MS

La Casa di Dante fu fondata nel 1913 da Sidney Sonnino, Ministero degli Esteri pro tempore. Sin dalla sua istituzione si occupò di promuovere gli studi danteschi, organizzando lecturae, convegni e mostre.
Nel 1921, inoccasione del VI centenario della morte di Dante, ricevette dal Comune di Roma la cessione in uso gratuito del Palazzetto degli Anguillara, dove già da qualche anno vi teneva conferenze dantesche. L’istituto ha un’importante biblioteca dantesca che raccoglie manoscritti, incunaboli, edizioni rare e opere di studio e di consultazione. Il primo nucleo, costituito dalla collezione dantesca di Sidney Sonnino, donata nel 1920, è stato incrementato con ulteriori donazioni di studiosi, collezionisti, case editrici.

Comento di Christophoro Landino fiorentino sopra la comedia di Danthe Alighieri poeta fiorentino, In Venegia, per Petro Cremonese dito Veronese, 1491, adi xviii di nouembrio
https://www.casadidanteinroma.it/pagina2.asp?MenuID=27&hl=it

Per approfondire:
Le celebrazioni dantesche: cronaca storica e produzione editoriale, Dantedì 25 marzo 2021