Bruno Zevi

Dichiarazione
27 giugno 2002
Soggetto conservatore
Fondazione Bruno Zevi – Roma
Stato di ordinamento
riordinato (inventario analitico, a cura di V. De Meo, coord. S. A. Lazio, Roma 2006)
Stato di conservazione
buono

Descrizione

Bruno Zevi, (Roma 1918 – Roma 2000), architetto, storico ecritico dell’architettura. Si laurea in architettura nel 1941 aHarvard con Walter Gropius; nel 1943 rientra in Europa dovedivulga l’architettura organica e promuovendo l’APAOAssociazione per l’Architettura Organica. Dal 1949 ha inizio lasua attività universitaria: docente di Storia dell’architetturapresso le Università di Venezia e “La Sapienza” di Roma. Haricoperto numerose cariche tra cui: segretario generaledell’INU, vicepresidente dell’I.N./Arch., accademico di SanLuca, presidente del Comitato Internazionale Criticid’Architettura e presidente della Consulta della Comunitàebraica di Roma. Nel 1987 è eletto alla Camera nelle liste delPartito radicale, di cui sarà anche presidente dal 1988 al 1991.Dimessosi dall’insegnamento nel 1979, si dedica negli anni ‘80e ‘90 ad una intensa attività editoriale e scientifica,partecipando con Mario Ridolfi e Pier Luigi Nervi alla stesuradel Manuale dell’Architetto, e ricevendo onorificenze da ogniparte del mondo, tra cui lauree honoris causa di varie università(tra le quali Buenos Aires, Haifa, Michigan). Tra le molte operepubblicate: Saper vedere l’architettura (1948), Storiadell’architettura moderna (1950), Architettura in nuce (1960),Erich Mendelsohn: opera completa (1964), Zevi su Zevi (1993),Leggere, scrivere, parlare architettura (1996), Storia econtrostoria dell’architettura in Italia (1997). Co-direttore diMetron, ha diretto la rivista L’architettura – cronache e storia, eha curato la rubrica di architettura del settimanale L’Espresso.È stato responsabile della collana Universale di architettura.Tra i progetti edilizi ed urbanistici si citano: la stazione centraledi Napoli (1955-65), il quartiere Pastena a Salerno (1960), labiblioteca Einaudi a Dogliani (1964), il padiglione italiano perl’Expo di Montreal (1967), il piano regolatore di Benevento(1985-90). A Roma: la palazzina in via Pisanelli (1951), ilrifacimento di ponte Garibaldi (1960) e gli studi per l’ asseattrezzato e i nuovi centri direzionali (1975).

Consistenza

11 rotoli di elaborati grafici; 88 buste di documenti relativi all’attivitàscientifica, didattica e professionale, corrispondenza, atti personali;55 album di fotografie e documenti (1933-2001). Si articola in 14serie: “formazione”: 6 fascc (1936-54); “onorificenze”: 19 fascc.(1951-97); “attività didattica”: 10 u. a. (1946-85); “attivitàprofessionale”: 47 u.a (1939-85); “associazioni e comitati” 12 u. a.(1945-99); “attività editoriale”; 100 u. a. (1938-2001); “convegni”:58 u. a. (1935-99); “attività politica”: 9 u. a (1933-99); “rassegnastampa”: 45 u. a. (1948-2000); “corrispondenza”: 48 u.a. (1943-2000); “vita privata”: 5 u. a. (1938-2000); “iconografia”: 12 u. a.s.d.; “disegni” 11 u. a. (1940-90); “album” 55 u.a. 1948-64). Vi èaggregata la biblioteca specialistica di oltre 4000 volumi

Riferimenti Bibliografici

Saper credere in architettura: cento domande a Bruno Zevi, a cura di F.CIRILLO, Napoli 1996 (rist. 2001); Il pensiero di Bruno Zevi sulla città e ilterritorio, Omaggio a Bruno Zevi: mostra convegno, a cura di E. LASPADA, Reggio Calabria 2001; Bruno Zevi e la città del Duemila, a curadi M.C. TARANTELLI, Roma 2002; Bruno Zevi per l’architettura, Atti delConvegno internazionale di studi (Roma, 14-15 Marzo 2002), a cura diA. MUNTONI – A. TERRANOVA, Roma 2005DAU, 1969, VI, pp. 505-507; IPPOLITO, 1982, pp. 3, 10, 17, 25-26, 32, 39,41-42, 46, 62, 74, 77, 82, 86, 101, 116, 123, 126, 144; DE GUTTRY,1989, pp. 86, 144; ROSSI, 2000, schede 79, 87.