Carlo Scarpa

Soggetto conservatore
DARC, Centro Archivi MAXXI, c/o Museo H. K. Andersen, Roma (acquisizione 2001); Centro Studi Carlo Scarpa, c/o Archivio di Stato di Treviso
Stato di ordinamento
in corso di riordinamento. Data la consistenza del fondo, i progetti vengono inventariati e pubblicati in modo progressivo (elenco di consistenza; inventario della Tomba Brion, a cura di E. Terenzoni con G. Martines e P. Portoghesi, 2006; banca dati consultabile dal sito www.carloscarpacentenario.it)
Stato di conservazione
buono

Descrizione

Carlo Scarpa (1906-1978) è considerato una delle figure piùinteressanti della scena architettonica del Novecento.Intellettuale, artista, architetto e designer, dopo gli studi allaReale Accademia di Belle Arti di Venezia, nel 1927 divieneconsulente artistico della Cappellin & Co e poi della Venini, dal1934 al 1947. Negli anni Trenta inizia l’attività didattica alloIUAV che continuerà fino al 1977, ricoprendo ruoli semprediversi. Dal 1948 al 1968 realizza per la Biennale di Veneziaalcuni significativi interventi architettonici: la Biglietteria, ilPadiglione del Venezuela e la ristrutturazione del PadiglioneItalia, oltre a una serie di memorabili allestimenti temporanei.Si ricordano i progetti per il museo Correr a Venezia e ilpalazzo Abatellis a Palermo (1953), l’ampliamento dellaGipsoteca canoviana a Possagno, Treviso (1955-1957),l’ampliamento del museo di Castelvecchio, Verona (1957-1964, 1973); il restauro della Fondazione Querini Stampalia aVenezia (1961-1963). Di rilievo le opere per committentiprivati: la villa Veritti a Udine (1955-1961); il negozio Gavina aBologna (1961-1963); la tomba Brion a San Vito di Altivole,Treviso (1969-1975,); la villa Ottolenghi a Verona (1974-1979).Dalla fine degli anni Sessanta una serie di mostre personali edanno occasione a Scarpa di presentare la sua opera in Italiae all'estero. Tra queste quella del Museum of Modern Art aNew York nel 1966, di Venezia nel 1968, di Vicenza, Londra eParigi nel 1974 e di Madrid nel 1978. Riceve innumerevolipremi e diviene membro del Royal British Institute of Design edell’Accademia di San Luca. Compie diversi viaggi in Asia e inGiappone dove muore in un incidente a Sendai. Solo dopo lamorte riceverà il conferimento della laurea honoris causa inarchitettura, ponendo fine ad un'interminabile diatriba sullalegittimità del suo operato architettonico in assenza di un titoloappropriato

Consistenza

11.453 elaborati grafici tra schizzi, lucidi e incisioni; 3 scatole dicarteggio; 12.200 unità di materiali fotografici; 800 pezzi tracassette video, audio e oggetti, manufatti in legno, metallo evetro per un totale di 31.400 unità (1927-1978)

Riferimenti Bibliografici

DAL CO, G. MAZZARIOL, (a cura di) Carlo Scarpa. Opera completa, Milano1984; ALBERTINI, S. BAGNOLI, Scarpa. L’architettura nel dettaglio, Milano1988; S. Los, Carlo Scarpa, Köln 1994; G. BELTRAMINI, K. FORSTER, P.MARINI (a cura di), Carlo Scarpa. Mostre e musei 1944-1976. Case epaesaggi 1972-1978, Milano 2000; O. LANZARINI, Carlo Scarpa. L’architettoe le arti, Venezia 2003. A questo testo si rinvia per una bibliografiacompleta su Carlo Scarpa; K. W. FORSTER, P. MARINI, (a cura di) Studi suCarlo Scarpa 2000-2002, Venezia 2004; G. CEINER E M. MASAU DAN (acura di) Carlo Scarpa e il museo Revoltella, Museo Revoltella Trieste,Trieste 2006; A. DI LIETO, I disegni di Carlo Scarpa per Castelvecchio,Regione del Veneto, Marsilio 2006; E. TERENZONI (a cura di) I disegni perla Tomba Brion. Inventario, Milano 2006; E. TERENZONI, Inventarioillustrato. I disegni inediti di Carlo Scarpa per lo Steri in Lo Steri diPalermo nel secondo Novecento, a cura di I. Lime, Palermo 2006; V.ZANCHETTIN, Il complesso monumentale Brion, Venezia 2006.

Note

carte, disegni e fotografie di C. Scarpa sono conservati presso
privati ed Istituzioni italiane e straniere.