Presentazioni

Pio Baldi

(Direttore generale per l' architettura e l'arte contemporanea dal  


Gli archivi rappresentano da sempre luoghi di accumulo di conoscenze e, per molti versi, luoghi privilegiati del sapere. In particolare gli archivi degli architetti sono archivi sui generis, contengono materiali di grande fascino, documenti e talvolta veri e propri oggetti d‘arte. Nel loro insieme raccontano le opere di architettura e la cultura architettonica che le ha prodotte, ma anche gli infiniti nessi che le ricerche

sullo spazio e il paesaggio hanno con la storia della società. 
Il Censimento condotto dalla Soprintendenza Archivistica per il Lazio dal 1996 raccoglie oggi risultati molto ampli, come dimostrano i dati aggiornati, contenuti in questo volume, giunto alla terza edizione: oltre cento archivi professionali, una notevole mole di materiali censiti, elevata qualità e varietà delle documentazioni raccolte. È una iniziativa di grande vitalità che ha efficacemente coinvolto diversi settori dell’Amministrazione con l’istituzione un gruppo multidisciplinare, formato da architetti, archivisti, storici, informatici e restauratori, che hanno utilizzato un metodo di lavoro efficace e promettente.
La sperimentazione del Censimento romano, che con molta lungimiranza ha anticipato attenzione e interesse per la cultura architettonica contemporanea, è oggi un prezioso riferimento per il Piano nazionale per la tutela del patrimonio documentario dell’architettura del Novecento, che vede operare d’intesa la Direzione generale per l’architettura e l’arte contemporanee e la Direzione generale per gli archivi. Obiettivo del piano è la diffusione in tutto il territorio nazionale del metodo messo a punto, che consente di organizzare e rendere coerenti le diverse fasi di lavoro, dalla conoscenza degli archivi e della loro consistenza, alla loro riproduzione digitale, al restauro e allo studio scientifico delle documentazioni. 
La prospettiva è quanto mai ambiziosa. Censire, ordinare e valorizzare gli archivi degli architetti italiani del Novecento significa conservare un patrimonio prezioso e, al tempo stesso, costituire un’enorme banca dati, cui attingere con diverse chiavi di lettura: quella specialistica che lavora criticamente sulla storia dell’architettura e per il restauro degli edifici, quella didattica e professionale, e infine quella divulgativa, legata al crescente interesse della cultura odierna per l’architettura, l’urbanistica e il design. E qui le fondamentali finalità di tutela si collegano con quelle di conoscenza, sensibilizzazione e divulgazione del nascente Museo nazionale di architettura, che al suo interno prevede un centro di documentazione sugli archivi di architetti e urbanisti che hanno operato dal Novecento al tempo presente.
La Guida, giunta alla terza edizione, è il frutto molto interessante di un impegnativo lavoro di ricerca. I saggi introduttivi presentano il Censimento romano, negli aspetti di metodo e nei risultati raggiunti, nel rapporto con il nuovo Museo, che ha acquisito, tra gli altri, gli archivi di Carlo Scarpa, Aldo Rossi, Pierluigi Nervi e Enrico Del Debbio. Il cuore del volume è costituito dai dati del Censimento aggiornati e arricchiti da una attenta ricerca bibliografica e dalle informazioni sui luoghi di conservazione. Un utilissimo strumento per gli studiosi e per il pubblico, sempre più interessato ai temi della contemporaneità.

Maurizio Fallace
(Direttore Generale per gli Archivi dal

Mi è particolarmente gradito presentare questa “Guida agli archivi di architettura di Roma e del Lazio da Roma Capitale al secondo dopoguerra”, giunta alla terza edizione, per una serie di motivazioni. 
Questo repertorio raccoglie infatti i frutti del progetto avviato dalla Soprintendenza Archivistica Lazio sin dal 1996, presentando un numero sempre più accresciuto di importanti archivi dei più noti architetti, cui si aggiungono, in questa edizione, quelli di alcuni enti di particolare rilievo per la storia dell’architettura e dell’urbanistica: l’INU, lo IACP, la Sogene. 
Si tratta di complessi documentari particolarmente preziosi sia per la ricostruzione delle vicende architettoniche ed urbanistiche del nostro territorio, sia per la conoscenza di dati indispensabili agli interventi di restauro e conservazione, pertanto strettamente connessi ai beni architettonici cui si riferiscono.
Proprio questa stretta interconnessione tra questi due settori di beni culturali, quelli archivistici e quelli architettonici, per cui all’azione di salvaguardia delle realizzazioni dell’architettura moderna e contemporanea si deve affiancare un progetto di tutela degli archivi di architettura, è all’origine del protocollo d’intesa siglato nel 2001 tra la Direzione Generale per gli Archivi e la Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee.
Un accordo che, partendo proprio dal riconoscimento dell’importanza degli archivi di architettura e della necessità di preservarli dai molti rischi cui sono esposti, e di valorizzarli, si propone di realizzare un piano nazionale condiviso per la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio documentario per l’architettura del Novecento. 
In questo contesto viene ad inserirsi una iniziativa di particolare impegno promossa dalla Direzione Generale per gli Archivi: il progetto nazionale sugli archivi di architettura, cui negli ultimi anni sono state destinate notevoli risorse, nell’ambito della quale sono stati avviati il censimento nazionale, affidato alle Soprintendenze Archivistiche, ed altri progetti di notevole rilievo, tra cui mi piace ricordare quello relativo al prestigioso archivio dell’architetto Luigi Moretti conservato presso l’Archivio Centrale dello Stato, di recente presentato al pubblico.
La chiave efficace per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti: tutela, valorizzazione e fruizione del patrimonio documentario ed architettonico, è proprio questa sinergia, che, grazie alla condivisione delle esperienze e delle risorse, ci consentirà di pervenire a risultati positivi per la valorizzazione del nostro patrimonio culturale.

Lucia Salvatori Principe
( Soprintendente Archivistico per il Lazio dal 

Nel giro di non molti anni, grazie anche alla convenzione stipulata tra la Direzione Generale per gli Archivi e la Direzione Generale per l’Arte e l’Architettura Contemporanee, sono stati individuati importanti archivi di architetti conservati a Roma e nel Lazio. Dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio sono stati recuperati e consegnati al mondo degli studi oltre 100 archivi che conservano preziosa documentazione di architetti del’900, vissuti ed operanti a Roma e nel Lazio.
Si è trattato di una delle più interessanti operazioni culturali condotte negli ultimi anni dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. All’attività svolta dalla Soprintendenza archivistica per il Lazio sul territorio di propria competenza si è aggiunto un progetto nazionale che ha coinvolto le Soprintendenze archivistiche di tutta Italia. Presso l’Archivio Centrale dello Stato sono conservati, ricevuti prevalentemente in dono, circa 20 archivi privati di architetti che completano con la loro documentazione quella di carattere prevalentemente pubblico, formatasi negli archivi di grandi enti ed istituzioni che hanno trattato questioni di carattere architettonico, facendo di questo istituto uno dei più notevoli Achivi per lo studio dell’architettura del ‘900.
Più o meno nello stesso periodo, il Ministero per i Beni e le Attività culturali, con DPR 441/2000 crea la nuova Direzione per l’Arte e l’Architettura Contemporanee,ampliando l’azione di tutela sui beni culturali alla valorizzazione dell’arte e dell’architettura contemporanee, molto penalizzate dalla normativa precedente che richiedeva il decesso dell’autore o un decorso di almeno 75 anni perché il Ministero potesse occuparsene.
Quando la sede del MAXXI sarà completata, Roma diventerà un potente centro culturale anche per la storia dell’architettura del ‘900, offrendo un panorama di prim’ordine a quanti vorranno avvicinarsi a tali studi, perché la documentazione di carattere architettonico conservata presso le strutture del Ministero, altre istituzioni, l’Università e i privati detentori sarà tutta rilevabile sul web; inoltre lo studio della documentazione e quello delle opere realizzate saranno garantite dalla reciproca conservazione delle fonti materiali e di quelle documentali, offrendo alla comunità e a quanti si adoperano per non disperdere un ingente patrimonio a rischio di estinzione il necessario supporto. Almeno lo spero.